LA TUTA FUTURISTA: geometrie, colori, dinamismo, eccessi senza fine…

L’umanità si vestì sempre di quiete, di paura, di cautela o d’indecisione, portò sempre il lutto, o il piviale, o il mantello. Il corpo dell’uomo fu sempre diminuito da sfumature e da tinte neutre, avvilito dal nero, soffocato da cinture, imprigionato da panneggiamenti. […] Noi futuristi vogliamo liberare la nostra razza da ogni neutralità, dall’indecisione paurosa e quietista, dal pessimismo negatore e dall’inerzia nostalgica, romantica e rammollante. Noi vogliamo colorare l’Italia di audacia e di rischio futurista, dare finalmente agl’italiani degli abiti bellicosi e giocondi (…)” cit. GIACOMO BALLA Il Vestito Antineutrale 1914

dinamismo Vs staticità

Il modello di tuta futurista idealizzato dalle avanguardie storiche, in primis dal movimento futurista di Marinetti, trova una sua collocazione “ideale” nelle tendenze della moda contemporanea, per le sue caratteristiche minimaliste di praticità, comodità, essenzialità delle forme e dei volumi, ma sempre con una connotazione fashion versatile e moderna.

FOT. P. Salvini FI
DISEGNO IN PIANO (PLAT) della tuta futurista

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