𓂀Moda faraonica𓂀


Dalla primordiale nudità alla faraonica esibizione della sfarzosa civiltà egizia: il costume é quell’elemento visivo che meglio di chiunque altro riesce a rappresentare un popolo nell’interezza della propria cultura.

STORIA DI UN’EVOLUZIONE STILISTICA

La sua rigida struttura sociale, la sua religione celebrativa fino all’eccesso nel venerare il culto della vita nell’Aldilà, il suo ricco cerimoniale, la passione per l’ostentazione del lusso come esibizione di potere assoluto, questa é stata la civiltà egizia e il Costume ha rappresentato quell’elemento visivo capace di definire il ruolo nel mondo di questo straordinario popolo immortale.

Nel corso dei millenni, il Costume della civiltà egizia si é trasformato sino a raggiungere livelli altissimi di estetica e tecnologia che ancora oggi sono fonte di ispirazione per le più visionarie case di moda.

Le caratteristiche stilistiche del Costume egizio sono:

– eleganza e fascino

– cura minuziosa della persona

– gusto nel dettaglio per la scelta degli accessori

– manifestazione simbolica dei ruoli sociali

IL COSTUME MASCHILE

In origine era una semplice cintura in pelle, o stoffa, avvolta intorno alla vita alla quale era appeso un “astuccio penico”; successivamente, si é evoluto in un perizoma di lino, durante l’Antico Regno.

La trasformazione prosegue sino a definire un “gonnellino”, chiamato PANO, che avrebbe caratterizzato l’abbigliamento maschile per alcuni millenni: confezionato corto fino a metà coscia, in stoffa greggia, cuoio o fibre intrecciate é entrato nell’immaginario collettivo come elemento distintivo del costume maschile egizio.

Lungo fino al ginocchio, il PANO prende il nome di SKENTIS ed é ampio, svasato, finemente plissettato e di foggia impreziosita anche con fibre d’oro; caratterizza le vesti di faraoni, sacerdoti e funzionari di corte assumendo esplicite caratteristiche identificative di uno status sociale elevato.

lo SKENTIS

LA MODA FEMMINILE

Nell’evoluta società egizia, la donna rivestiva un ruolo molto importante, sia nell’ambito familiare che in quello cittadino; l’abbigliamento esaltava la sinuosità femminile di un corpo che doveva celarsi e mostrarsi allo stesso tempo, prediligendo TUNICHE trasparenti che dovevano definire la personalità forte e indipendente di una donna estremamente seduttiva e per questo libera.

La KALASIRIS, durante l’Antico Regno, fasciava il corpo delineando una silhouette elegante della quale il seno rimaneva scoperto, quasi a celebrare una femminilità sempre in bilico tra fecondità e seduzione. Alla donna la scelta di modello: o sorretto da due larghe “bretelle” o monospalla, ma sempre rigorosamente in lino bianco trasparente. Arricchito da una pregiata rete di perline, oppure ricoperto da una corta “cappa” aperta sul davanti, era adatto a qualsiasi occasione d’uso.

Durante il massimo periodo di splendore della civiltà egizia, il Nuovo Regno, la DOPPIA VESTE divenne per le donne egizie un vero must: l’uso di vesti plissettate arricchite da mantelli porto gradualmente alla “doppia Kalasiris”, una veste stretta abbinata da un secondo capo, più ampio e finemente plissettato, annodato sul petto a formare ampie maniche a pipistrello.

LA KALASIRIS

Kalasiris e doppia Kalasiris

“Si vestono di tuniche di lino guarnite di frange pendenti sulle gambe che chiamano calasiris (kalasiris) su di esse gettano mantelli di lana bianca ma… vestiti di lana non entrano nei templi ne si fanno seppellire che sarebbe sacrilegio.. il lino deve essere la veste dei sacerdoti e di papiro i calzari”.

Erodoto

Intramontabile moda egizia

Losanghe, scaglie, perline, reti, oro: la moda egizia celebra l’immortalità nelle sfilate di alcuni brand attuali; un Aldilà che rivive in passerella, con i suoi colori vividi, abbinati a tonalità luccicanti d’oro, all’insegna del lusso e del potere.

Trasparenze che accarezzano corpi sinuosi all’insegna della femminilità e della seduzione; accessori glamour che completano outfit preziosi che non temono lo scorrere del tempo.

La ricerca della bellezza immortale

LA MUSICA POP CELEBRA L’EGITTO FARAONICO
“DARK HORSE” Katy Perry
“REMEMBER THE TIME” Michael Jackson

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